Ogni estrema passione è estremo convincimento

Frammento I°

I suoi occhi gialli hanno lasciato una sola fessura per gettarvi le monete della notte

Ode al gatto, Pablo Neruda

Ogni disordine è disordine controllato, trapunto d'intervalli riservati alla vendita di a...

L'animale morente, Philip Roth

Scrivere significa riscrivere

Albert Camus

24 aprile 2017

Il Koala

Il koala si appresta a iniziare il suo commercio.
Ficcato tra due rami di eucalipto, chiede al piccolo, aggrappato sulla schiena, di mordicchiargli le orecchie pelose nel caso scorga un vigilante. Dai rami periferici dell’arbusto, un nugolo di koala in astinenza scorrono verso il loro scaltro rifornitore. E una volta distribuiti in fila verticale, con una zampa sulla corteccia e una rivolta verso l’alto, aspettano la loro dose quotidiana di gemme e foglie da masticare.
Il sole sta calando sull’Australia. Il ras dell’eucalipto annusa con il naso scuro l’aria del tramonto. Abbassa gli occhi grandi come bacche sulle zampe imploranti degli acquirenti. Con le unghie prende venti grammi di gemme dalla fessura bassa del marsupio, e prima di porgerla al primo della fila, gli ricorda le istruzioni per non essere beccati: «Cospargi il tuo pelo grigio con altro olio d’eucalipto; sono sensibili ai buoni odori, li ho visti amarsi e perdonarsi per una zaffata di Chanel. Non dimenticare mai che siamo in vantaggio sulla loro specie. I koala amano le coccole. I koala sono così dolci. I koala sono dei batuffoli. Approfitta di questi pregiudizi insensati. Se ti abbracciano per sbirciare nel marsupio, infila il muso ebete sotto il palmo, e potresti anche sfilar loro la collana. Sai cosa sono i peluche? Un modo per liberare il letto dei grandi dalle paure dei piccoli. Ne hanno fatti tantissimi uguali a noi: grandi, piccini, soffici, da tenere contro il petto nelle ore notturne. Non puoi arrestare chi rende tranquilli i sogni dei tuoi figli. Siamo troppo utili, per essere dei criminali».
Gli consegna la dose, gli intima di dileguarsi e accenna al prossimo cliente di salire. Mentre infilza un paio di foglie sempreverdi da sotto il marsupio, lodando l’astuzia con cui ha convinto i condomini che si sarebbero sfamati solo grazie alla sua competenza, il piccolo lo mordicchia tremando, perché in lontananza ha scorto dei fasci di luce. «Sparpagliatevi», ordina il mercante. «E mi raccomando: profilo tenero». Quando i vigilanti si accalcano sotto l’arbusto e illuminano con le torce i rami e i suoi abitanti, vedono koala acciambellati sui rami; alcuni accoccolati su spalle morbide; altri decorati con foglie sulle orecchie enormi; e più in alto, nell’incavo tra due rami, un koala culla tra le braccia il suo piccolo. Da terra, un vigilante incredulo ma intenerito, chiede con fare melenso: «Non sono amorevoli?».
La maternità è sempre una buona scusa per farla franca.
«Sembra che stia cullando suo figlio come facciamo noi».
E invita i turisti, amanti della natura durante le feste comandate, a scattare alcune foto per gli album di famiglia.

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