Ogni disordine è disordine controllato, trapunto d'intervalli riservati alla vendita di a...

L'animale morente, Philip Roth

I suoi occhi gialli hanno lasciato una sola fessura per gettarvi le monete della notte

Ode al gatto, Pablo Neruda

Scrivere significa riscrivere

Albert Camus

Ogni estrema passione è estremo convincimento

Frammento I°

Incipit

Incipit

Scrivere un incipit è ormai un esercizio inflazionato. Online si possono trovare manuali, appunti, libretti d’istruzioni, opinioni altolocate, corsi su come sequestrare l’attenzione del lettore dalle prime righe.
La verità è che i consigli su come scrivere un incipit di successo sono misura della nostra cultura contemporanea. Devi adescare, trascinare, togliere l’amo dalla bocca e ficcare la mano in fondo, fino a stringere le budella. Insomma, devi essere un pubblicitario navigato.
Quando il marketing non dominava il senso comune, l’incipit era l’inizio di una storia, che nel suo complesso poteva deluderti o farti vivere l’esperienza di un altro essere umano o di un’intera legione. Era importante iniziare bene, come lo era tutto il resto.
L’incipit è ormai, secondo la vulgata comune, il motto di un team di venditori: stregali in una ventina di secondi. Non c’è nulla di male, ben inteso. Alcuni attacchi fanno scuola a sé.
A te la scelta se scriverne uno brevissimo o uno più corposo.
Se iniziare è già metà dell’opera, farlo in maniera efficace ti permetterà di venderla.

(Per l’esercizio un quadro a piacere, ho scelto “Gas” di Edward Hopper. Potreste partire da quello per scrivere un incipit o citarlo all’inizio del vostro contributo)

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