I suoi occhi gialli hanno lasciato una sola fessura per gettarvi le monete della notte

Ode al gatto, Pablo Neruda

Scrivere significa riscrivere

Albert Camus

Ogni estrema passione è estremo convincimento

Frammento I°

Ogni disordine è disordine controllato, trapunto d'intervalli riservati alla vendita di a...

L'animale morente, Philip Roth

Dialoghi

Dialoghi

Mettere insieme due o più persone che parlano può sembrare un esercizio banale. In verità è uno dei più complessi. Cosa dire? Come dirlo? Se ci sono più voci come fare a non ingarbugliarle? È più incisivo presentare un nuovo personaggio attraverso ciò che dirà, o con altro?

Il vero successo di alcuni testi passa per i dialoghi. Ci sono opere teatrali in cui succede poco o nulla, tranne il tutto che scorre attraverso le parole dei protagonisti. Si può far dire a due persone che s’incontrano ciao? O basta scrivere si salutarono? Questo esempio, per quanto possa sembrare innocuo, fa emergere buona parte del dubbio da porsi: cos’è superfluo o necessario? Questo vale maggiormente nei dialoghi; perché se troppi aggettivi appesantiscono una parola, le subordinate un enunciato e poche informazioni riducono una scena in uno stralcio di sceneggiatura, dosare male una conversazione può abbassare il tenore di un testo nel giro di poche battute.

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